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Biografia di Leonardo Fibonacci

BIOGRAFIA DI LEONARDO FIBONACCI
Leonardo Fibonacci, figlio di Guglielmo Bonacci, nacque a Pisa intorno al 1170. Suo padre era segretario della Repubblica di Pisa e responsabile a partire dal 1192 del commercio pisano presso la colonia di Bugia, in Algeria. Alcuni anni dopo il 1192, Bonacci portò suo figlio con lui a Bugia. Il padre voleva che Leonardo divenisse un mercante e così provvedette alla sua istruzione nelle tecniche del calcolo, specialmente quelle che riguardavano le cifre indo-arabiche, che non erano ancora state introdotte in Europa. In seguito Bonacci si assicurò l’aiuto di suo figlio per portare avanti il commercio della repubblica pisana e lo mandò in viaggio in Egitto, Siria, Grecia, Sicilia e Provenza. Leonardo colse l’opportunità offertagli dai suoi viaggi all’estero per studiare e imparare le tecniche matematiche impiegate in queste regioni. Intorno al 1200, Fibonacci tornò a Pisa dove per i seguenti 25 anni lavorò alle sue personali composizioni matematiche. In tutta la sua produzione l’opera più importante è il "Liber abaci", comparso attorno al 1228: è un lavoro contenente quasi tutte le conoscenze aritmetiche e algebriche ed ha avuto una funzione fondamentale nello sviluppo della matematica dell’Europa occidentale. In particolare la numerazione indo-arabica, che prese il posto di quella latina semplificando notevolmente i commerci extraeuropei, fu conosciuta in Europa tramite questo libro. In tale sistema di numerazione, il valore delle cifre dipende dal posto che occupano: pertanto egli fu costretto ad introdurre un nuovo simbolo, corrispondente allo zero "0", per indicare le posizioni vacanti. La reputazione di Leonardo come matematico divenne così grande che l’imperatore Federico II gli chiese un’udienza mentre era Pisa nel 1225. Dopo il 1228 non si sa in sostanza niente della vita di Leonardo tranne il decreto della Repubblica di Pisa che gli conferì il titolo di "Discretus et sapiens magister Leonardo Bigollo" a riconoscimento dei grandi progressi che apportò alla matematica. Fibonacci morì qualche tempo dopo il 1240, presumibilmente a Pisa. Anche al giorno d’oggi la fama di Leonardo è tale che esiste un’intera pubblicazione dedicata a questi argomenti: il "Fibonacci Quarterly", periodico matematico dedicato interamente all’aritmetica connessa alla sequenza di Fibonacci.

 

La sezione Aurea Divina Proporzione

- La piramide egizia di Cheope ha una base di 230 metri ed una altezza di 145: il rapporto base/altezza corrisponde a 1,58  molto vicino a 1,6.

- Nei megaliti di Stonehenge, le superfici teoriche dei due cerchi di pietre azzurre e di Sarsen, stanno tra  loro nel rapporto di 1,6.

- La pianta del Partenone di Atene è un rettangolo con lati di dimensioni tali che la lunghezza sia pari alla radice di 5 volte la larghezza, mentre nell'architrave in facciata il rettangolo aureo è ripetuto più volte.

- Anche nella progettazione della Cattedrale di Notre Dame a Parigi e del Palazzo dell'ONU a New York sono state utilizzate le proporzioni del rettangolo aureo.


- Nelle arti del passato, in molte opere di Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, Bernardino Luini, Sandro Botticelli, si ricorreva spesso alla sezione aurea (la divina proportione), considerata quasi la chiave mistica dell'armonia nelle arti e nelle scienze.

-Anche nella musica, Beethoven, nelle "33 variazioni sopra un valzer di Dabelli" suddivise la sua composizione in parti corrispondenti corrispondenti ai numeri di Fibonacci, il cui rapporto corrisponde al numero d'oro.

Un largo contributo alla conoscenza ed alla divulgazione di questo metodo di suddivisione armonica è stato dato dal matematico Luca Pacioli con la pubblicazione del libro De divina Proportione, testo illustrato con disegni di Leonardo Da Vinci. 

Fu nell'Ottocento che alla "Divina proporzione" venne dato il nome di "Sezione aurea".

Negli oggetti quotidiani, possiamo trovare alcuni esempi di sezione  aurea:dalle schede telefoniche alle carte di credito e bancomat, dalle carte SIM dei cellulari alle musicassette: sono tutti rettangoli aurei con un rapporto tra base ed altezza pari a 1,618.

In natura il rapporto aureo è riscontrabile in molte dimensioni del corpo umano. Se moltiplichiamo per 1,618 ladistanza che in una persona adulta e proporzionata, va dai piedi all'ombelico, otteniamo la sua statura. Così la distanza dal gomito alla mano (con le dita tese), moltiplicata per 1,618, dà la lunghezza totale del braccio. La distanza che va dal ginocchio all'anca, moltiplicata per il numero d'oro, dà la lunghezza della gamba, dall'anca al malleolo.Anche nella mano i rapporti tra le falangi delle dita medio e anulare sono aurei, così il volto umano è tutto scomponibile in una griglia i cui rettangoli hanno i lati in rapporto aureo.

 

Fibonacci e la Matematica Geometria Aritmetica

Fibonacci - Leonardo Da Vinci - Luca Pacioli - Lucas

Fibonacci la riproduzione dei conigli

Fibonacci Economia Borsa e Mercati

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Fibonacci Zoologia e Botanica

Fibonacci Arte

ARTE

  Non ci deve certo stupire se l'uomo, consapevolmente o no, riveli una certa propensione per l'utilizzazione della sezione aurea, che applica nella sua produzione artistica.

(***)  Nell'arte figurativa e nell'architettura. i concetto di Harmonia e delle sue leggi numeriche hanno governato fin dalle civiltà arcaiche sia attraverso la Sezione aurea. sia attraverso i processi di concrescimento di tipo spiralico, meglio conosciuti come serie di Fibonacci.

 Cosiffatte proporzioni sono la base delle piramidi egizie, come del tempio greco, del duomo romano e delle cattedrali gotiche. (***)

  Tra i primi utilizzatori di questo rapporto ci furono sicura mente i Greci. 

 In un'anfora greca (IV-III secolo a.C.) il diametro maggiore sta al diametro del collo come 1:0,618; il listello all'altezza dei manici divide l'altezza totale in una proporzione aurea, che si riduce anche nel rapporto tra la fascia decorata a figure e la parte superiore del vaso. 
Anche nell'architettura la sezione aurea è stata applicata sin dai tempi più antichi. Il rapporto tra lunghezza e larghezza nei templi greci era di preferenza 1:0,618 e il timpano era costruito come un triangolo isoscele avente un angolo al vertice di 108°.

La sezione aurea è anche stata usata ampliamente in pittura, in molti quadri, soprattutto dal Rinascimento, questa proporzione veniva usata moltissime volte all'interno dell'opera. Si dice, ad esempio, che nella rappresentazione di un panorama l'orizzonte deve dividere l'altezza del quadro secondo la sezione aurea per ottenere un risultato più soddisfacente.

Fibonacci Architettura

L'IMPIANTO DELL'APOCALISSE

* Dario Dell'Aere *

ABBAZIA BENEDETTINA DI MELK 

scala chiocciola a forma di spirale logaritmica

partheno.jpg (15924 byte)

LA SECTIO AUREA NELLA CHIESA E NELLA CANTORIA
DI S. ANDREA IN RIVA (TREVISO)

L'edificio, in tutte le sue parti, anche di dettaglio, è costruito con misure derivate dalla sezione aurea, il canone di proporzione più diffuso dal Rinascimento in poi, punto d’avvio per le ricerche del circolo trevigiano

La sezione aurea ebbe i suoi influssi anche sull’architettura del tempo; in particolare Leon Battista Alberti fu il primo importante teorico dell’arte rinascimentale, oltre che costruttore di edifici dallo stile classico puro, fatto di equilibrio e proporzione

Tempio Malatestiano - proporzioni facciata

Fibonacci Scultura

Fibonacci Pittura

il rettangolo aureo nelle opere di Leonardo

e nella Venere di Botticelli

 

Pittura Contemporanea

TELAS - AUREA
 

"1.618"
220 X 350 cm
1983
 

"The Emperor's New Mind"
61.8 x 100 cm
1990

"Evolution"
100 x 223.6 cm
1985
 

"Dream"
61.8 x 61.8 cm
1996
 

"Hermes"
161.8 X 200 cm
1985
 

"Reincarnação"
150 x 185.4 cm
1984
 

 


"History"
92.7 x 150 cm
1984
 

"Dreams"
161.8 x 100 cm

"First Impression"
100 x 161.8 cm
1993

"Seven Vitalities of the Creation"
120 x 120 cm
1984
 

"The Golden Surf"
161.8 x 230 cm
1993

"Progression"
132 x 294.5 cm
1986

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Piet Mondrian(1872-1944) "sezione aurea"

Fibonacci Astronomia

Tutti i pianeti interni distano dal Sole nelle proporzioni della successione (Sole 1, Mercurio 1, Venere 2, Terra 3, Marte 5); e quelli esterni distano ugualmente da Giove (Giove 1, Saturno 1, Urano 2, Nettuno 3, Plutone 5); mentre la distanza fra Marte e Giove (confini dei due blocchi) è pari ad un decimo di quella fra il Sole ed il decimo e ultimo più importante corpo astrale del Sistema Solare: Plutone. Il perché di tutto questo è tuttora indimostrato, non potendo certo esser frutto di stocastica cosmica.

 

Fibonacci Musica

La visione ontologica del numero e l’attribuzione di un valore estetico alle proporzioni nella tradizione pitagorico-platonica sono la base storica della probabile introduzione della sezione aurea nella musica dal sec. XIV al XVI, ma un filone dell'analisi musicale moderna ne ha cercato la presenza nella musica di ogni compositore di cui sia noto un interesse anche vago per gli aspetti numerologici. La sezione aurea è stata così riscontrata in particolare nelle proporzioni temporali, nonché nei rapporti fra gli intervalli, della musica di Machaut, Dufay (di cui è ben noto il caso del mottetto Nuper rosarum flores), Obrecht (messa Maria Zart, Josquin Desprès (messa Ad Fugam), come pure in Fux e in Bach, e altresi in Mozart, Beethoven, Schubert Chopin, Debussy. Il repertorio del Novecento indagato più sistematicamente in questa direzione è quello di Bartok, in cui, secondo le osservazioni di E. Lendvai, i fattori temporali sono strettamente correlati a quelli armonici secondo il comune criterio della sezione aurea. L'indagine sulla sezione aurea costituisce una branca fortemente sperimentale dell'analisi, nella maggior parte dei casi posta quasi esclusivamente in relazione alla sfera formale della musica (ad es., segmenti di diversa estensione tra i quali ricorrono le medesime proporzioni). Tuttavia, al di là degli aspetti numerologici e formali, l'interesse precipuo della sezione aurea risiede nella sua capacità di generare segmenti diseguali, e quindi di presentarsi come un principio di regolazione degli “efetti strutturali dell’asimmetria” (Ayrey). In tal senso gli studi sulla sezione aurea possono portare a ipotizzare come operanti nella percezione musicale, a fianco o in luogo di modelli strutturali ispirati a criteri di simmetria, anche strutture basate su un principio di diseguaglianza e di dissimmetria, governate (rese, per così dire, accettabili) da un modello tendente alla proporzione aurea. Gli analisti della sezione aurea sembrano essere concordi su un certo grado di tolleranza circa l'”esattezza” delle strutture numeriche rilevabili nella musica, il che sposta il significato di tali strutture dal terreno astratto dell'assiomatica numerica a quello delle funzioni antropologiche fondamentali. In altre parole, il modello della sezione aurea sembra tanto più verosimile quanto più una struttura non simmetrica sia il requisito di un'economia mnemonica dello scorrimento del tempo musicale. E per quanto la percezione intuitiva di schemi proporzionali resti un problema psicologico aperto, esso ammette comunque anche l'ipotesi della loro possibile formulazione inconscia da parte di un compositore; un'ipotesi, questa, che porta a estendere il problema anche ai di là del caso di riferimento espliciti alla sezione aurea, corna si riscontra in vari compositori contemporanei, da Krenek (autore di un FibonacciMobile) a Xenakis e Stockhausen.

da “Enciclopedia della Musica” – Garzanti, IX ed. 11/1996

Fibonacci e Poesia

Fibonacci e il mondo moderno

 

 

 
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