C’E’ ANCORA TRIPPA PER
GATTI? QUALCHE SPUNTO DI RIFLESSIONE
1. Dato
l’insieme A [capitalizzazione A], poniamolo = 1000. 1000 costituisce la
somma del denaro presente sul mercato in un determinato punto temporale.
Tale somma comprende posizioni “reali” [costituite da denaro stornato
dalle rendite] e “speculative” [denaro preso a prestito dalle rendite e
concesso all’operatore dall’intermediario finanziario]. Nel momento il
tasso di rischio viene modificato dall’intermediario, il mercato
reagisce interrompendo il flusso di denaro destinato ad espandere A. A
questo punto le vendite invertono il flusso, restituendo
all’intermediario parte delle posizioni speculative aperte. Si
ricostituiscono in tal modo le riserve sulle rendite.
2. In borsa,
il problema è sempre quello relativo all’ultima fase, da cui il sistema
può ripartire o indietreggiare. È necessario capire quanta rendita
rimane ancora a disposizione per fluire su A e quante posizioni
speculative non sono più in grado di rientrare per ricostituire un
livello equilibrato di rendita.
È inoltre necessario comprendere bene i meccanismi
di formazione della rendita. La rendita è il prodotto dell’intersecarsi
di domanda e offerta. La rendita globale aumenta in relazione
all’aumento della domanda e regredisce in relazione alla sua diminuzione
[in relazione, cioè, all’aumento dell’offerta]. La domanda è stata fin
qui sostenuta da una politica espansiva dei tassi, ora siamo di fronte
ad un mutamento di scenario. Chi non ha compreso tale mutamento in tutta
la sua portata rischia di venire a trovarsi in una posizione scomoda
[scomoda perché falsa].
3. Noi adesso
stiamo entrando in una fase di debolezza della domanda compensata da un
aumento dei prezzi. La curva inflativa è da questo momento che è
destinata a mettersi in moto. Le banche centrali stanno immettendo
liquidità per compensare la decrescita di A e favorire il rientro delle
posizioni speculative prima che vengano intaccati gli equilibri della
rendita. In parte, la manovra pare aver sortito qualche frutto [i
mercati hanno conquistato qualche punto]. Il problema, però, rimane lo
scenario nel suo complesso e tale scenario ci dice alcune cose da cui è
bene non prescindere:
-
le difficoltà degli USA
sono reali e solo l’intervento delle banche europee ha potuto fin
qui evitare il peggio;
-
la direzione dei flussi ha
invertito il suo corso: da un flusso espansivo [dalla rendita verso
A] siamo passati ad un flusso regressivo [da A verso la rendita];
-
il ricostituirsi della
rendita risulterà indebolito dalla fase recessiva nella quale il
sistema sta entrando;
-
l’indebolirsi della
rendita sarà compensato da un aumento dei prezzi che genererà
inflazione;
-
l’inflazione genererà un
ulteriore indebolimento della domanda.
-
A questo punto, lo scenario più probabile sarà
quello di una contrazione degli utili, amplificato da una generale
ripresa delle conflittualità salariali. In secondo luogo, stiamo inoltre
assistendo a un lento, progressivo recupero dell’oro soprattutto nei
confronti dell’€. In terzo luogo, le politiche energetiche intraprese
vanno nella direzione di un aumento generalizzato dei costi, destinato
anche in questo caso a ripercuotersi negativamente sulla curva
inflativa.
4. I tassi di
rischio [quelli praticati dall’intermediario alla speculazione
internazionale] sono destinati ad aumentare, per cui operare
espansivamente sui mercati diventerà sempre più costoso. Ogni fase
positiva andrà quindi letta in funzione del livello di distribuzione da
cui in questo momento il mercato non può non prescindere. A furia di
distribuzione è ovvio che i livelli d’entrata potranno farsi più
incisivi [ricostituirsi di riserve da cui far recedere la progressione
del livello di rischio]. Attualmente siamo ancora in fase di rientro
[speculazione in fuga dai mercati] con scenario inflativo destinato ad
aggredire negativamente lo sviluppo della domanda globale. L’inversione
è già nel movimento degli indici e per qualche tempo sarà bene non farsi
prendere da facili entusiasmi. Tutta l’isteria è dalla parte dei [falsi]
compratori, mentre il movimento reale è quello che porta alla
contrazione di A. In borsa, non bisogna lasciarsi abbagliare dai bluff:
la sola cosa che conta sono le conseguenze operative che dobbiamo trarre
dal movimento primario. Movimento che per il momento ha una sola
direzione: ribasso.
5.
Precisiamo. A [detentori di rendite] e B [fruitori di rendite sotto
forma di prestiti speculativi] non rappresentano insiemi numerici
differenti. B è contenuto in A [è dall'insieme A che l'insieme B trae
liquidità per le proprie operazioni speculative]. Ora il problema lo
abbiamo quando i flussi da B a A [flussi speculativi che dai mercati
tornano a A] si inceppano [o anche quando i flussi in uscita da A
diventano così massicci da rappresentare un pericolo per l'equilibrio
del sistema]. In entrambi i casi, la manovra sui tassi serve a
rallentare il flusso speculativo e ad accelerare la ricomposizione di A.
A, in parole povere, rappresenta la cassa globale; B l'insieme dei
prelievi speculativi operati su detta cassa. La speculazione, si dice,
crea ricchezza: è vero, nel senso che tende ad aumentare la
capitalizzazione globale. Spinti dall'azione degli speculatori, i
detentori di A accettano quote progressive sui mercati, trasferendo
parti delle loro rendite da A ai mercati finanziari. E’ a questo punto
che la speculazione tende ad arretrare, dal momento che la cassa globale
tende a svuotarsi e la bolla a gonfiarsi. La speculazione non ha più
letteralmente di che sfamarsi [non c'è trippa per gatti, dicono i
broker] e il flusso di sostegno ai mercati tende a collassare.
6. Il
problema, come si nota, è sempre il costo del denaro [che
equivale al costo della speculazione]. E’ vero che la speculazione può
anche trarre guadagni dal ribasso, ma il volume di titoli che transitano
al ribasso è enormemente inferiore al volume di quelli che transitano al
rialzo. I grandi volumi di picco sono sempre il frutto di una grande
distribuzione ed è da questa grande distribuzione che il mercato tende
ad arretrare. Serve a poco immettere liquidità, dal momento che le quote
sono già vuote di benzina e la speculazione non ha più energia da
utilizzare. In un certo senso, il sistema si blocca perchè troppe
rendite cercano la strada dei mercati e la cassa globale tende a
svuotarsi di propellente atto alla crescita speculativa.
7. Il
movimento più curioso, in un certo senso inquietante, è quello del Gold.
Questo, parallelo a quello inflativo, è il vero spettro che si
aggira tra i mercati. Segnale inquietante perchè per la prima volta
denota una sorta di scollamento tra movimento speculativo e movimento
anti-speculativo. Considero quello del Gold un movimento
anti-speculativo, nel senso che i grandi possessori di rendita sembrano
nell'attuale fase più propensi a difendere il proprio capitale
piuttosto che a concederlo ancora al rischio speculativo. Siamo ancora
ai primi passi, ma qualcosa d'insolito si sta profilando. Se poi
consideriamo che l'azione delle banche centrali non ha fatto altro che
stornare liquidità dai bond al mercato [utilizzando cassa in maniera
piuttosto disinvolta], abbiamo un secondo elemento di riflessione. Non è
che la situazione sia in realtà molto più drammatica di quanto si pensi
e i grandi rentier comincino a prenderne atto? L'effetto domino
scatenato dai prestiti insoluti potrebbe infatti generare una crisi di
liquidità preoccupante, destinata ad accelerare le spinte inflative
finora controllate da una politica monetaria particolarmente aggressiva.
8. La
politica monetaria ha finora tentato di difendere l'equilibrio della
cassa a danno della speculazione più selvaggia, ma nel fare questo ha
anche portato alla rovina gli speculatori più piccoli e indifesi [che
sono in primis i fruitori dei sub-prime]. La situazione potrebbe
anche essere del tutto fuori controllo [banche sempre più grosse sono
finite dentro alla spirale dei prestiti facili] e la rendita comincia a
fiutare puzzo di bruciato. Se il movimento del Gold finisse per
trascinarsi dietro una scia speculativa di ampie proporzioni, entreremmo
ancora in una fase espansiva [per chiarirci quella che ha trascinato i
mercati dal 2002 a oggi], ma se il movimento continuasse ad essere
anti-speculativo [sottrazione di liquidità al sistema in modo da
amplificare il rapporto bullion/carta] ci troveremmo all'inizio di un
default colossale. Questo per i grandi detentori di rendita potrebbe
anche essere un affare colossale [con un'oncia comprerebbero montagne di
carta] ma per il mondo intero sarebbe la fine.
9.
Considerato che è questo precisamente il rischio che la politica
monetaria [ogni politica monetaria] si trova quotidianamente davanti,
resta da vedere l'abilità degli uomini che questa stessa politica
dirigono. Dobbiamo assolutamente ricostituire forti volumi di cassa in
grado di generare virtuosi rapporti con la capitalizzazione globale del
sistema. Attualmente il sistema sta arretrando velocemente a livello di
cassa continuando però a sostenere livelli di capitalizzazione
eccessivi. Bisogna fare scendere assolutamente i listini per riprendere
un serio movimento espansivo. Più facciamo finta che la cassa sia piena
più finiremo con il precipitare.
Sono assolutamente convinto che la speculazione sia
in questo momento con l'acqua alla gola e che debba anche rientrare con
quello che resta per ridare credito al sistema nel suo complesso. Il
problema è che i problemi dei pazzi sono diventati anche i problemi dei
savi ed è probabilmente solo attraverso un comune sacrificio che potremo
rimettere in piedi una situazione estremamente pericolante.
Jump st.man