Non ci deve
certo stupire se l'uomo, consapevolmente o no, riveli una certa propensione per
l'utilizzazione della sezione aurea, che applica nella sua produzione artistica.
(***)
Nell'arte figurativa e nell'architettura. i concetto di Harmonia e delle sue
leggi numeriche hanno governato fin dalle civiltà arcaiche sia attraverso la
Sezione aurea. sia attraverso i processi di concrescimento di tipo spiralico,
meglio conosciuti come serie di Fibonacci.
Cosiffatte proporzioni sono la base delle piramidi egizie, come del tempio
greco, del duomo romano e delle cattedrali gotiche. (***)
Tra i primi
utilizzatori di questo rapporto ci furono sicura mente i Greci.
In un'anfora
greca (IV-III secolo a.C.) il diametro maggiore sta al diametro del collo come
1:0,618; il listello all'altezza dei manici divide l'altezza totale in una
proporzione aurea, che si riduce anche nel rapporto tra la fascia decorata a
figure e la parte superiore del vaso.
Anche nell'architettura la sezione aurea è stata applicata sin dai tempi più
antichi. Il rapporto tra lunghezza e larghezza nei templi greci era di
preferenza 1:0,618 e il timpano era costruito come un triangolo isoscele avente
un angolo al vertice di 108°.
La sezione aurea è anche stata usata ampliamente in pittura,
in molti quadri, soprattutto dal Rinascimento, questa proporzione veniva usata
moltissime volte all'interno dell'opera. Si dice, ad esempio, che nella
rappresentazione di un panorama l'orizzonte deve dividere l'altezza del quadro
secondo la sezione aurea per ottenere un risultato più soddisfacente.
L'edificio, in
tutte le sue parti, anche di dettaglio, è costruito con misure derivate dalla
sezione aurea, il canone di proporzione più diffuso dal Rinascimento in poi,
punto d’avvio per le ricerche del circolo trevigiano
La sezione aurea
ebbe i suoi influssi anche sull’architettura del tempo; in particolare Leon
Battista Alberti fu il primo importante teorico dell’arte rinascimentale, oltre
che costruttore di edifici dallo stile classico puro, fatto di equilibrio e
proporzione
Fibonacci Scultura
Fibonacci Pittura
il
rettangolo aureo nelle opere di Leonardo
e nella Venere di Botticelli
Pittura Contemporanea
TELAS - AUREA
"1.618"
220 X 350 cm
1983
"The Emperor's New Mind"
61.8 x 100 cm
1990
"Evolution"
100 x 223.6 cm
1985
"Dream"
61.8 x 61.8 cm
1996
"Hermes"
161.8 X 200 cm
1985
"Reincarnação"
150 x 185.4 cm
1984
"History"
92.7 x 150 cm
1984
"Dreams"
161.8 x 100 cm
"First Impression"
100 x 161.8 cm
1993
"Seven Vitalities of the Creation"
120 x 120 cm
1984
Tutti i pianeti interni distano dal Sole nelle proporzioni
della successione (Sole 1, Mercurio 1, Venere 2, Terra 3, Marte 5); e quelli
esterni distano ugualmente da Giove (Giove 1, Saturno 1, Urano 2, Nettuno 3,
Plutone 5); mentre la distanza fra Marte e Giove (confini dei due blocchi) è
pari ad un decimo di quella fra il Sole ed il decimo e ultimo più importante
corpo astrale del Sistema Solare: Plutone. Il perché di tutto questo è tuttora
indimostrato, non potendo certo esser frutto di stocastica cosmica.
Fibonacci Musica
La visione ontologica del numero e l’attribuzione di un
valore estetico alle proporzioni nella tradizione pitagorico-platonica sono
la base storica della probabile introduzione della sezione aurea nella
musica dal sec. XIV al XVI, ma un filone dell'analisi musicale moderna ne ha
cercato la presenza nella musica di ogni compositore di cui sia noto un
interesse anche vago per gli aspetti numerologici. La sezione aurea è stata
così riscontrata in particolare nelle proporzioni temporali, nonché nei
rapporti fra gli intervalli, della musica di Machaut, Dufay (di cui è ben
noto il caso del mottetto Nuper rosarum flores), Obrecht (messa Maria Zart,
Josquin Desprès (messa Ad Fugam), come pure in Fux e in Bach, e altresi in
Mozart, Beethoven, Schubert Chopin, Debussy. Il repertorio del Novecento
indagato più sistematicamente in questa direzione è quello di Bartok, in
cui, secondo le osservazioni di E. Lendvai, i fattori temporali sono
strettamente correlati a quelli armonici secondo il comune criterio della
sezione aurea. L'indagine sulla sezione aurea costituisce una branca
fortemente sperimentale dell'analisi, nella maggior parte dei casi posta
quasi esclusivamente in relazione alla sfera formale della musica (ad es.,
segmenti di diversa estensione tra i quali ricorrono le medesime
proporzioni). Tuttavia, al di là degli aspetti numerologici e formali,
l'interesse precipuo della sezione aurea risiede nella sua capacità di
generare segmenti diseguali, e quindi di presentarsi come un principio di
regolazione degli “efetti strutturali dell’asimmetria” (Ayrey). In tal senso
gli studi sulla sezione aurea possono portare a ipotizzare come operanti
nella percezione musicale, a fianco o in luogo di modelli strutturali
ispirati a criteri di simmetria, anche strutture basate su un principio di
diseguaglianza e di dissimmetria, governate (rese, per così dire,
accettabili) da un modello tendente alla proporzione aurea. Gli analisti
della sezione aurea sembrano essere concordi su un certo grado di tolleranza
circa l'”esattezza” delle strutture numeriche rilevabili nella musica, il
che sposta il significato di tali strutture dal terreno astratto
dell'assiomatica numerica a quello delle funzioni antropologiche
fondamentali. In altre parole, il modello della sezione aurea sembra tanto
più verosimile quanto più una struttura non simmetrica sia il requisito di
un'economia mnemonica dello scorrimento del tempo musicale. E per quanto la
percezione intuitiva di schemi proporzionali resti un problema psicologico
aperto, esso ammette comunque anche l'ipotesi della loro possibile
formulazione inconscia da parte di un compositore; un'ipotesi, questa, che
porta a estendere il problema anche ai di là del caso di riferimento
espliciti alla sezione aurea, corna si riscontra in vari compositori
contemporanei, da Krenek (autore di un FibonacciMobile) a Xenakis e
Stockhausen.
da “Enciclopedia della Musica” – Garzanti, IX ed. 11/1996